martedì, 21 ottobre 2008

I commenti a Rumori di Fondo, su Anobii, sono ormai qualche decina, quasi cinquanta, e fin troppo buonRumori di fondoi.

Eccoli qua, per chi capitasse da queste parti e volesse saperne di più sul mio primo libro:

Cliccare qui.



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categoria:commenti, rumori di fondo
mercoledì, 11 giugno 2008
Per i commenti su Rumori di fondo.
A Paola, per questo.
A Carla, per questo.
A Carlo, per questo.
A Manila, per questo.
A "Preferisco leggere", per questo.
A tutti i lettori di Anobii, per questi 34 commenti.
A tutti coloro che mi hanno inviato questi altri commenti per mail o altro.

Grazie di cuore a tutti e mi scuso se sto dimenticando qualcuno!
postato da: sergiopaoli alle ore 12:42 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri, commenti, rumori di fondo
martedì, 27 maggio 2008
Una bella serata quella di ieri.
Diverse persone che non conosco in platea, qualche viso amico. La cornice della Chiesetta del Pasquirolo a Milano è molto bella. L'organizzazione di PHOS Onlus è perfetta.

Alle sei e un quarto si parte e Daniela Pizzagalli parla con entusiamo del mio libro. Racconti come banco di prova di uno scrittore, varietà di temi e di argomenti.
Poi legge uno dei racconti "Compiuta giacenza", con partecipazione, e il pubblico applaude.

In platea c'è anche Rosellina Archinto e questo mi rende orgoglioso.

Poi tocca a Luca Sofri, preparatissimo, che mi fa delle belle domande. Mi chiede cosa c'è di autobiografico nei racconti. Questo mi dà l'occasione di parlare di "Altri tempi", uno dei racconti più apprezzati nei commenti che ho ricevuto. Qui c'è la storia della mia famiglia ai tempi della guerra. i miei genitori bambini, nell'estate del '44, la linea del fronte (con gli Alleati che avanzano piano) che passa da Pisa, lungo l'Arno, e la Linea Gotica, attestata al confine con la Liguria. E in mezzo tanta gente comune che cerca di sopravvivere come può. In mezzo alle stragi.
Tutta la mia famiglia è di origine toscana, e ciascuno di loro visse, o sopravvisse, ai quei terribili momenti, in quella zona che era a ridosso della famigerata Linea Gotica, tra Camaiore, Lucca, la Garfagnana e la Valle del Serchio. Campagna, boschi di castagni e montagne.
Fu un periodo tremendo per la popolazione civile, in quei posti.
A parte la strage di Sant’Anna di Stazzema, che è citata nel racconto. A Sant’Anna, il 12 agosto 1944, furono trucidate 560 persone, di cui solo 391 vennero identificate. C’erano decine e decine di bambini sotto i 16 anni. La più piccola aveva 20 giorni. Alle prime luci dell’alba di quel tragico giorno, il 12 agosto 1944, 4 colonne di SS, guidate da brigate nere italiane (anzi, uomini della zona, che conoscevano i posti!), circondarono la vallata dove si erano rifugiate centinaia di persone sfollate da tutta la Versilia, da Pisa, Livorno, Genova e La Spezia. Il Comando Tedesco aveva assicurato, pochi giorni prima, che i residenti e gli sfollati a Sant’Anna non correvano nessun pericolo. Il paese venne messo a ferro e fuoco dai nazifascisti e gli abitanti massacrati senza pietà. Fu una strage e, come pecore in mezzo ai lupi, gli innocenti morirono senza che un briciolo di umanità fermasse gli assassini.
Furono numerose le stragi, in Toscana, nell’estate del 1944: si possono contare quasi 4.000 vittime, in gran parte donne, vecchi e bambini.
Il film “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani ne ricorda una, quella di San Miniato, un po’ più a sud-est, in provincia di Pisa. Noi possiamo ricordare, oltre a Sant’Anna, quelle di Forno (68 vittime), Vecchiano, Sassaia, Massa e tantissime altre che potete trovare qui.
E’ quindi il racconto della memoria, che scrissi in occasione del Giorno della Memoria 2007.
Anche Rosellina Archinto ci parla dei suoi ricordi, sfollata a Vanezia, e scopriamo che anche lei ha in mente un soldato americano che regalava cioccolata.

Ho l'occasione di dire quello che penso. Che oggi le parole di moda sono "radici", "identità" e "sicurezza". Con le conseguenze che vediamo. Con una brutta deriva.
Ma che forse la parola "memoria" dovrebbe essere usata e praticata di più.
"Se non ricordiamo non possiamo comprendere" ( attribuita a Edward Morgan Forster)
"Memoria minuitur nisi eam exerceas" (Cicerone, De senectute 7, 21)

Poi Luca mi fa altre belle domande e alla fine la discussione, con la convinta partecipazione del pubblico prosegue piacevolmente sul tema della difficoltà di comunicare, di capirsi e di ascoltarsi. Che poi è uno dei temi del libro. Luca difende strenuamente la musica in cuffia. Se si ha voglia di parlare, ci si toglie le cuffie e si parla. Se non si ha voglia, non sono le cuffie: quando gli I-pod non c'erano, chi non voleva relazionarsi con gli altri trovava altre scuse. E' vero, devo dire.
Infine si produce in un reading, a sorpresa (e notevole, di impatto) di "Nuoce gravemente alla salute".
Fantastico. Sto vivendo un sogno: un giornalista che stimo sta leggendo in pubblico,ed è bravissimo, un mio scritto.

Rosellina Archinto mi definisce "molto maturato" e mi chiede, a me perfetto sconosciuto, con una curiosità da ragazzina (che ne fa una delle persone più fantastiche del mondo dell'editoria), come ho fatto a migliorarmi. Leggendo e leggendo, e poi imparando, rispondo.

Considerazione finale.
Quando si scrive, nella solitudine dei propri fogli bianchi, e non si è ancora nessuno, come scrittore, non si sa neanche se si stanno scrivendo boiate o cose decenti. Ci si sente spesso soli. Poi capita di incrociare colleghi che ti salutano con il sorrisino e ti dicono "ciao scrittore", come se fossi un marziano che vive in un altro mondo.

Bè, ieri sera mi sono sentito meno solo. Delle persone meravigliose, e importanti, con tutta semplicità, sono venute a parlare di me e dei miei sogni di scrittore e mi hanno lasciato forza per andare avanti.

Grazie davvero a Luca, Daniela e Rosellina.
E di cuore a Paolo Tempo e a tutti gli amici della chiesetta del Pasquirolo per l'organizzazione
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categoria:presentazione, rumori di fondo
lunedì, 26 maggio 2008
Oggi alle 18, alla Chiesetta di San Vito al Pasquirolo in Milano (largo corsia dei servi 4, vicino S. Babila), una

 presentazione di RUMORI DI FONDO,

organizzata con la collaborazione di Associazione Culturale PHOS Onlus.
Intervengono Daniela Pizzagalli Polli e Luca Sofri (vedi pure qui).
Qua l'invito.
paoli_invito
postato da: sergiopaoli alle ore 09:55 | Permalink | commenti (3)
categoria:presentazione, rumori di fondo
martedì, 29 aprile 2008
Dal Giornale di oggi: articolo e foto ricordo.
GdM29042008_bis
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categoria:presentazione, rumori di fondo
venerdì, 18 aprile 2008
Presento il mio libro, con il patrocinio del Comune di Casatenovo, il 24 prossimo, ore 21.
Qui il link sul sito del Comune.
Qui l'invito: paoli_inviti



Qui la notizia (grazie a blog libero), e anche qua.
postato da: sergiopaoli alle ore 14:51 | Permalink | commenti (2)
categoria:presentazione, rumori di fondo, casatenovo
mercoledì, 02 aprile 2008

L’ultimo anarchico della terra? Ma non diciamo cavolate! Se esiste qualcuno che rispetta le regole sono io, anzi io le amo, le regole che disciplinano la convivenza civile.

Se devo fumare, esco fuori ad esempio. E se non posso, vado nella stanza fumatori.

Fu proprio un giorno che ero uscito per fumare, nei giardinetti fuori l’ufficio, in pausa pranzo s’intende, che camminavo perso nei miei pensieri sui destini del mondo, con lo stomaco impegnato duramente dalle mense festive….pensavo ai casi miei, credo.

L’errore fu che smisi di farlo. C’era infatti un gruppo di ragazzi (benchè io mi definisca ancora tale, con molto ottimismo, non lo sono più), che stimai avere meno di vent’anni ognuno.

Saranno stati quattro maschi e vidi che se la prendevano con una coetanea. Pareva uno di quegli scherzi inziati così tanto per sorridere, di quelle cose che poi però ti prendono la mano e vanno, e di colpo non ride più nessuno, ma nessuno ha il coraggio di smettere. Immaginai cosa poteva essere successo.

Qualcuno doveva averle rubato lo zainetto e qualcun altro lo doveva avere aperto. I primi tentativi di riaverlo, risate, corse e passaggi da rugby…poi qualcun altro doveva avere cominciato a tirare fuori dallo zainetto i libri, i quaderni, il cellulare, i trucchi, gli assorbenti….ed infine (ed io arrivai in quella) erano cominciati i commenti, nel leggere i quaderni, nel curiosare tra gli sms archiviati, nell’ironizzare sul pacchetto viola di lines seta ultra.

Stavano volando parole grosse, cazzostronzotroiafanculobastardo ecc ecc, e la ragazza, visibilmente alterata, da un accenno di pianto era passata ad inseguirli ad uno ad uno, e quando poteva assestava dei calci potenti dove poteva, armata di similanfibi sui graziosi piedini.

Nessuno rideva più e poi uno dei ragazzi reagì e colpì la ragazza, che cadde a terra. Gli altri, che non ci vedevano più, si stavano avventando su di lei che, scalciante e rabbiosa, tanto che un anfibio le era pure uscito e stava rotolando in mezzo alla strada.

Qui andava a finire a schifio, e qualcuno si sarebbe fatto del male, così intervenni per separarli. Mi presi qualche calcio, qualche pugno, qualche graffio, ma dopo qualche minuto tutti si erano calmati.

Forse ora si poteva cominciare a ragionare. Tutti ora erano intorno a me, a testa bassa. Raccolsi l’anfibio e lo porsi alla ragazza, cui si si era rotta una calza.

Prima di dire qualcosa, cominciando con un “ragazzi siete proprio dei coglioni”…..mi accesi una sigaretta.

Non appena scattò l’accendino, gli sguardi si alzarono di scatto.

“Ma che fai, stronzo vecchio bavoso di merda fumi?”……Vidi sguardi carichi di schifo, di disprezzo, in primis proprio dalla ragazza.

Ma cosa fumi stronzo? E poi viene a dar lezioni di galateo a noi…..il tossico…..e che cazzo….ma va via coglione…..se vuoi suicidarti fallo ma lontano da noi che ci fai solo pena…..va…va va va….

E cominciarono a spintonarmi…Alzai le mani…..e me ne andai…s’ammazzassero tra di loro…almeno mi sarei fumato una sigaretta in santa pace.


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categoria:internet, rumori di fondo, nuoce gravemente alla salute, newsweek
venerdì, 28 marzo 2008
Una recensione di Rumori di Fondo su Booksblog.
Grazie a Manila.
postato da: sergiopaoli alle ore 12:12 | Permalink | commenti
categoria:rumori di fondo
lunedì, 03 marzo 2008

Un po' di commenti giunti in questi mesi da amici, colleghi, e amici anobiisti su Rumori di Fondo.
"Rumori di Fondo" è il mio primo libro, ha tre mesi di vita ed è pubblicato da L'Autore Libri Firenze.

Sono 27 racconti brevi, urbani, veloci, adatti a chi legge in viaggio, sul treno, in aereo. E a chi non vuole rinunciare a pensare e a scoprire sè stesso.
Chi fosse interessato la trova qui, oppure qui, ma non qui, perchè BOL ha deciso che il mio libro è probabilmente fuori catalogo ( vedi qui), oppure la può ordinare direttamente dall'editore (se non si vuole usare la carta di credito....poi non vi fa pagare le spese di spedizione!).

"Il tuo libro mi è piaciuto, mi ha fatto sentire un uomo, un uomo che soffre, che piange e rimpiange, che spera,che vive...e che, in tutto questo, ha una grande dignità. Ogni tanto giro il libro e osservo la tua faccia sorridente e mi vengono giù dei sentimenti d'affetto per quell'uomo che vive e mi viene da sorridere anche a me."
(Moreno, Firenze)
 
“Finally, I managed to take time to read the back of your book. I did not understand everything in detail but managed to understand the general meaning. Your book is very interesting and I hope you had some opportunities with it. I am very happy for you that you managed to write this book.” (Arnaud, Marsiglia)
 
“Il tuo libro mi è piaciuto perchè non manca una giusta dose di spirito e di umanità  e perchè non puo' annoiare visto che sono brevi racconti, alcuni dei quali un po' misteriosi nel senso che finiscono come vuole la fantasia del lettore...
Devo anche dirti che alcuni sono abbastanza spinti, cosa che non credevo potesse uscire dalla tua penna, ma rimanesse solo nella tua mente...mi han fatto ricordare vagamente Piero Chiara.”
(Simona, Varese)
 
“Ho già letto il suo libro "Rumori di Fondo", e ho trovato i suoi racconti molto belli e piacevoli da leggere.”
(Laura, Napoli)
 
“Sapessi che pubblicità ti ho fatto leggendo quel libro in metropolitana!
Grandi complimenti!”
(Daniela, Napoli)
 
Rumori di fondo“Letto d'un fiato. Sono splendidi. datti da fare per nuova produzione. Un abbraccio.
(Sabrina, Milano)

 “Bella lì, Sergio! Sei un granderrimo! ;-) Sono troppo felice per te, le meriti tutte queste soddisfazioni!”
(Giuseppe, Milano)
 
“Ho apprezzato molto il tuo lavoro. Devo dire la verità, anche se sono singole storie e può sembrare strano, ho iniziato ad essere maggiormente coinvolta nella lettura da metà libro in poi come se la seconda metà fosse più fluida e concatenata. Probabilmente è stato l’approccio ed il meccanismo è scattato dopo, non so.
Comunque complimenti e continua …”
(Claudia, Roma)

 “Sì, i tuoi racconti mi sono piaciuti e soprattutto non mi hanno annoiata, li ho letti tutto d’un fiato,”
(Mariella, Milano)

 “Complimenti per i racconti, raccolti nel libro.”
(Maria Assunta, Napoli)

 “Ho letto i tuoi racconti e li ho apprezzati, davvero molto.
Sono lieto della coincidenza che mi fatto incontrare la tua scrittura, per cui continuerò a seguirti senza meno.Un caro saluto.”
(Filippo, Palermo)

 “ Il tuo libro e' andato via in un paio di serate, brioso, intrigante, introspettivo quanto basta, senza essere pretenzioso e soprattutto vario.
La formula dei racconti brevi sicuramente aiuta a rendere un'opera piu' gradevole, ma, dal momento che hai il dono di una prosa cosi' godibile e fluida forse (ma te l'avranno gia' detto in tanti) dovresti cimentarti su un tema piu' lungo. Magari un romanzo dai toni fantasiosi (ma e' un mio parere strettamente personale) del "Cambio turno" o de "Il pomeriggio dell'elettricista" o, ancora, come "L'aquila e il pollo" oppure piu' biografici e realistici come "Altri tempi" o "Il testamento del manager". Mi immagino una detective story con un protagonista accanito fumatore (anche in tempi come i nostri) e amante delle donne dalle lunghe gambe!
Per il momento, comunque, tanti complimenti ed alla prossima pubblicazione.”
(Alessandro, Roma)

 “Finalmente sono riuscita a ritagliarmi un po’ di tempo per finire il tuo libro che avevo letto a metà appena mi era arrivato.Complimenti mi è piaciuto. Non me dubitavo, ma ne ho avuto la conferma.
E’ sicuramente insolito cioè non noioso e profondo, quello che colpisce è l’improvviso, e quello che rimane, cioè è come se lasciassi  come un’eco che continua ad essere presente nel pensiero,  che continua a germinare.”
(Emanuela, Roma)

 “Il tuo libro l’ho letto tutto …. È molto scorrevole, piacevole nella lettura soprattutto perché i singoli racconti sono brevi, originali e variegato con quel leggero umorismo che ti ha sempre contraddistinto … bravo …. Mi è piaciuto !!!”
(Daniela, Brescia)

 “”Ho letto il libro ed è veramente bello. Complimenti.”image109
(Antonella, Modena)

 “Dove hai preso lo spunto per tanta diversità di vite tormentate ?
Mi viene  da chiederti questo dopo aver letto il libro !
Scusa se ti rispondo un po’ in ritardo, ma stavo leggendo un altro libro che andava ultimato.
Tutto sommato mi è piaciuto. Anche se certi racconti possono sembrare superficiali nel loro breve surrealismo : questo il mio parere. Quello che mi  è piaciuto di più, forse perché positivo, è il racconto dell’elettricista che ultima il lavoro nella casa sbagliata .
E l’ultimo, che fa meditare sull’era tecnologica in cui viviamo.”
(Lucia, Milano)

 “Innanzitutto voglio farti i complimenti per la tua opera prima! Ho appena finito di leggere il libro tutto d'un fiato questo pomeriggio. Per l'occasione mi sono comodamente sdraiato sul mio divano e ho scelto una colonna sonora d'eccezione, di quelle che hanno fatto la storia della musica: "Kind of Blue" di Miles Davis! Inutile dire che la scelta si è rivelata perfetta.
I tuoi racconti "bonsai" mi hanno fatto venire in mente diversi scrittori ed alcuni pensieri.
Il primo dei miei pensieri mi ha portato ad Hemingway, ai suoi 49 racconti e alla sua teoria dell'iceberg. Hemingway sosteneva che ciò che si deve raccontare in un racconto deve essere solo la punta dell'iceberg, perchè tutto quello che non emerge in superficie deve essere lasciato all'immaginazione del lettore. Così il lettore continua a rileggersi il racconto anche dopo aver chiuso il libro."Rumore di Fondo" credo che sia perfetto, rispetto a questo punto di vista.
Poi ho pensato a Philip Dick e alla sua cifra un po' apocalittica e rassegnata che aveva nel raccontare un'unamintà del futuro, sempre meno umana. "Codice Rosso" e
"Il Gioco" mi sono piaciuti un sacco.
Infine, grazie al tuo libro, mi è ritornato in mente un autore a me carissimo, che ho iniziato a leggere ai tempi della scuola media grazie alla lungimiranza del mio professore di italiano, Edgar Lee Master con "L'antologia di Spoon River". Se non posso vivere senza leggere lo devo a quel professore, che girava sempre con questo libro nella sua borsa e che ce lo leggeva in continuazione. Poesia dopo poesia. "Piccoli Rancori" ricorda molto questo autore. Ancora complimenti!”
(Francesco, Bari)

 “Sergio, più che dai rumori di fondo mi sembra attratto dai frammenti e dai fotogrammi. La sua societa'-coriandolo e' un formicaio che osserva con il distacco e la passione dello scienziato. Mi sembra che a Sergio piaccia vivisezionare il punto, e lanciarlo su vettori inaspettati (il leone sogno / realta', hard-disk). All’autore piace giocare a volte su terreni solidi (l'addio, il ristorante della zia) e a volte al limite, su quella terra di nessuno tra realta' e irrealta' (ma per chi?). Gli piace sorprendere, ma con gusto (candid camera).”
(Enrico, Milano)

 “Ho finito  il tuo libro!!! MI è piaciuto, tanti racconti in alcuni dei quali mi sono ritrovata….. L’ho trovato scorrevole, carico di sentimenti e di umorismo che condivido….  E poi il parlare di foto e di community….Quindi ti dico: continua  a scrivere!!!! “
(Maria Angela, Torino)

 “Ho letto un po' delle tue cose subito, poi volevo proseguire prima di scriverti ma non ho più avuto il tempo. Quindi ti volevo comunque dire che le ho cominciate, e ci sono alcune cose belle, come lo sbaglio di indirizzo e la trovata di Italia Uno. Però non credo in generale di essere un buon giudice, perché tu hai una bella scrittura classica e tradizionale, che non corrisponde tanto ai miei gusti. Non mi fraintendere, intendo esattamente questo: che non è il mio genere, benché ne capisca le qualità. Il linguaggio un po' antico e provinciale che interpreti bene nel primo racconto ("la Lidia", "era un omone nero"), io lo sento estraneo e poco affascinante (ma mi è piaciuto lo "sguardo liscio", che mi è sembrata una bella invenzione).”
(Luca, Milano)

 “Grazie del libro e della "magica emozione", noi possiamo dire, conosciamo l'autore e come lo conosciamo, fin da piccolo, silenzioso, attento osservatore, ma acuto osservatore da grande come si legge nei suoi racconti. Alcuni ci hanno ricordato luoghi comuni risvegliando nel nostro animo la magia degli stessi.”
(Paola e Filippo, Olgiate Molgora)

 “Ciao Sergio, il mio commento sul tuo bel libro.
E' scritto in maniera discorsiva e gradevole, veloce nell'epilogo, coivolgente; rapidi schetch di vita, quasi frammenti come il tempo in cui viviamo, dove il lato oscuro di noi, a volte affiora inaspettato, l'imprevisto poi capovolge il nostro essere, piccole grandi rivoluzioni dei sentimenti che spesso viviamo nell'intimità di noi stessi.
Fuori: la disattenzione bonaria dei molti che corrono dietro al tempo annebbiati dalla quotidianità che appanna le relazioni e svuota anche le nostre piccole vite.
Il messaggio è che l'umanità resta nel sentire, sempre forte e viva. “
(Maria Angela, Milano)

 “Una serie di racconti brevi, a volte brevissimi, ma curiosi, incisivi, prendono spunto da particolari magari banali e senza una parola di troppo toccano, colpiscono, divertono, fanno pensare. Una piacevole sorpresa. E l'autore conosce l'italiano, non è cosa da poco.
Devo farti i complimenti. Ho letto il tuo libro tutto d'un fiato. Di solito sono diffidente sui nuovi autori ma si vede che tu non sei uno improvvisato. Sintetico ma efficace, hai creato dei quadretti deliziosi. Mi ricordano un po' "Palomar" di Calvino, li ho molto apprezzati. Sappi che non sono una prodiga di elogi solitamente!”
(Alessandra, da Anobii, Roma)

 “Una lettura piacevole. Una raccolta di racconti brevi o brevissimi, tanto che in alcuni casi sembrano scintille di riflessione giusto scoccate, lasciando ampio spazio alla fantasia del lettore. Alcuni di questi racconti giocano su un finale imprevedibile che fa luce sulla storia raccontata, altri lasciano una sensazione di sospensione. Tutti nel complesso trattano la società, l'umanità dei tempi che corrono. Un caso a parte è il primo racconto che parla del secondo conflitto mondiale e lo fa senza pesantezze, lasciando muovere i personaggi.
E' il primo lavoro dell'autore, non è perfetto, ma c'è coraggio e il voto alla fiducia è positivo.
Qualche precisazione: 1) il racconto che ho preferito è L'aquila e il pollo, mi ha lasciato sensazioni più vivide; 2) confermo che in alcuni racconti la tua scrittura si avvicina molto a quella di Carver, per atmosfera o per i risvolti delle storie...; 3) in altri racconti (compiuta giacenza, codice rosso e il gioco su tutti) ho letto una specie di sospensione (non so definire bene questo concetto) che rimanda un pò allo stile di Bradbury (che non so se hai letto e ti consiglio); 4) non mancano parti meno riuscite, ma nel complesso l'esito è positivo...a dire il vero ritengo questa raccolta un pò una promessa, sta a te mantenerla con qualcosa di più lungo e articolato (ho letto da qualche parte, forse sul tuo blog, che ci stai già provando)...quindi buon lavoro e in bocca al lupo.”
(Gianpiero, da Anobii, Roma)

 “E' il libro di uno scrittore esordiente che mi sento di consigliare. Mi piace il tuo modo di raccontare. E confermo quello che ti hanno detto altri: il tuo stile e quello di Carver si somigliano. Non mi chiedere perché ma è così (asciutto e - stranamente - commovente). In particolare il racconto "Rumori di fondo" mi è piaciuto veramente molto, non è piuttosto maturo. E’ molto maturo.”
(Cristina, da Anobii, Rieti)

postato da: sergiopaoli alle ore 15:56 | Permalink | commenti
categoria:commenti, rumori di fondo
venerdì, 15 febbraio 2008

PICCOLI RANCORI è il sesto racconto della mia raccolta, "Rumori di Fondo", pubblicata da L'Autore Libri Firenze.

Sono 27 racconti brevi, urbani, veloci, adatti a chi legge in viaggio, sul treno, in aereo. E a chi non vuole rinunciare a pensare e a scoprire sè stesso.

Chi fosse interessato la trova qui, oppure qui, ma non qui, perchè BOL ha deciso che il mio libro è probabilmente fuori catalogo ( vedi qui), oppure la può ordinare direttamente dall'editore (se non si vuole usare la carta di credito....poi non vi fa pagare le spese di spedizione!).

In questo blog ho già commentato altri cinque racconti (Altri tempi, L'amore difficile, Il pomeriggio dell'elettricista, Comune di residenza, Vite complicate)

COMMENTO A "PICCOLI RANCORI"

Il più delle volte scrivo in maniera illogica, o disordinata.

Mi viene in mente una frase, o un abbozzo di storia, ma può capitare che lì per lì non mi sembra che mi porti da nessuna parte. E’ un frammento, per il quale immagino qualcosa che non riesco image109a proseguire.

Allora lo lascio lì, dopo aver scritto e salvato. Mi sono accorto che spesso funziona, nel senso che, prima o poi, mi viene in mente qualcosa d’altro che potrebbe legarsi.

Dico potrebbe, perché non è automatico.

In questo racconto mi è successo di scrivere la vicenda principale, quella dei due amici ormai anziani che si trovano sulla panchina del parco e che scoprono di avere amato, benché in modi assolutamente diversi, la stessa ragazza dei tempi giovanili.

La faccenda degenera fino all’epilogo tragico, passionale.

Ma quando lo ho scritto sentivo che mancava qualcosa. Una metrica di quell’amore, qualcosa che facesse capire quanto era profondo e quindi aiutasse a comprendere il perché si arriva alla tragedia.

Allora ho lasciato il racconto, che di per sé poteva essere considerato compiuto, a decantare, ed ho passato mesi ad occuparmi. Prima o poi mi sarebbe venuto in mente, inconsapevolmente, qualche riga che parlasse d’amore.

E quando mi è venuta, la ho scritta senza pensare ad altro, ho cercato di perfezionarla e renderla credibile.

Solo dopo mi sono reso conto che la descrizione di quell’amore era adatta ad uno dei due protagonisti di questo racconto. E così è andata.

(@)

postato da: sergiopaoli alle ore 16:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:rumori di fondo, piccoli rancori