I commenti a Rumori di Fondo, su Anobii, sono ormai qualche decina, quasi cinquanta, e fin troppo buon
i.Eccoli qua, per chi capitasse da queste parti e volesse saperne di più sul mio primo libro:
Cliccare qui.
i.

L’ultimo anarchico della terra? Ma non diciamo cavolate! Se esiste qualcuno che rispetta le regole sono io, anzi io le amo, le regole che disciplinano la convivenza civile.
Se devo fumare, esco fuori ad esempio. E se non posso, vado nella stanza fumatori.
Fu proprio un giorno che ero uscito per fumare, nei giardinetti fuori l’ufficio, in pausa pranzo s’intende, che camminavo perso nei miei pensieri sui destini del mondo, con lo stomaco impegnato duramente dalle mense festive….pensavo ai casi miei, credo.
L’errore fu che smisi di farlo. C’era infatti un gruppo di ragazzi (benchè io mi definisca ancora tale, con molto ottimismo, non lo sono più), che stimai avere meno di vent’anni ognuno.
Saranno stati quattro maschi e vidi che se la prendevano con una coetanea. Pareva uno di quegli scherzi inziati così tanto per sorridere, di quelle cose che poi però ti prendono la mano e vanno, e di colpo non ride più nessuno, ma nessuno ha il coraggio di smettere. Immaginai cosa poteva essere successo.
Qualcuno doveva averle rubato lo zainetto e qualcun altro lo doveva avere aperto. I primi tentativi di riaverlo, risate, corse e passaggi da rugby…poi qualcun altro doveva avere cominciato a tirare fuori dallo zainetto i libri, i quaderni, il cellulare, i trucchi, gli assorbenti….ed infine (ed io arrivai in quella) erano cominciati i commenti, nel leggere i quaderni, nel curiosare tra gli sms archiviati, nell’ironizzare sul pacchetto viola di lines seta ultra.
Nessuno rideva più e poi uno dei ragazzi reagì e colpì la ragazza, che cadde a terra. Gli altri, che non ci vedevano più, si stavano avventando su di lei che, scalciante e rabbiosa, tanto che un anfibio le era pure uscito e stava rotolando in mezzo alla strada.
Qui andava a finire a schifio, e qualcuno si sarebbe fatto del male, così intervenni per separarli. Mi presi qualche calcio, qualche pugno, qualche graffio, ma dopo qualche minuto tutti si erano calmati.
Forse ora si poteva cominciare a ragionare. Tutti ora erano intorno a me, a testa bassa. Raccolsi l’anfibio e lo porsi alla ragazza, cui si si era rotta una calza.
Prima di dire qualcosa, cominciando con un “ragazzi siete proprio dei coglioni”…..mi accesi una sigaretta.
Non appena scattò l’accendino, gli sguardi si alzarono di scatto.
“Ma che fai, stronzo vecchio bavoso di merda fumi?”……Vidi sguardi carichi di schifo, di disprezzo, in primis proprio dalla ragazza.
Ma cosa fumi stronzo? E poi viene a dar lezioni di galateo a noi…..il tossico…..e che cazzo….ma va via coglione…..se vuoi suicidarti fallo ma lontano da noi che ci fai solo pena…..va…va va va….
E cominciarono a spintonarmi…Alzai le mani…..e me ne andai…s’ammazzassero tra di loro…almeno mi sarei fumato una sigaretta in santa pace.
Un po' di commenti giunti in questi mesi da amici, colleghi, e amici anobiisti su Rumori di Fondo.
"Rumori di Fondo" è il mio primo libro, ha tre mesi di vita ed è pubblicato da L'Autore Libri Firenze.
Sono 27 racconti brevi, urbani, veloci, adatti a chi legge in viaggio, sul treno, in aereo. E a chi non vuole rinunciare a pensare e a scoprire sè stesso.
Chi fosse interessato la trova qui, oppure qui, ma non qui, perchè BOL ha deciso che il mio libro è probabilmente fuori catalogo ( vedi qui), oppure la può ordinare direttamente dall'editore (se non si vuole usare la carta di credito....poi non vi fa pagare le spese di spedizione!).
"Il tuo libro mi è piaciuto, mi ha fatto sentire un uomo, un uomo che soffre, che piange e rimpiange, che spera,che vive...e che, in tutto questo, ha una grande dignità. Ogni tanto giro il libro e osservo la tua faccia sorridente e mi vengono giù dei sentimenti d'affetto per quell'uomo che vive e mi viene da sorridere anche a me."
(Moreno, Firenze)
“Finally, I managed to take time to read the back of your book. I did not understand everything in detail but managed to understand the general meaning. Your book is very interesting and I hope you had some opportunities with it. I am very happy for you that you managed to write this book.” (Arnaud, Marsiglia)
“Il tuo libro mi è piaciuto perchè non manca una giusta dose di spirito e di umanità e perchè non puo' annoiare visto che sono brevi racconti, alcuni dei quali un po' misteriosi nel senso che finiscono come vuole la fantasia del lettore...
Devo anche dirti che alcuni sono abbastanza spinti, cosa che non credevo potesse uscire dalla tua penna, ma rimanesse solo nella tua mente...mi han fatto ricordare vagamente Piero Chiara.”
(Simona, Varese)
“Ho già letto il suo libro "Rumori di Fondo", e ho trovato i suoi racconti molto belli e piacevoli da leggere.”
(Laura, Napoli)
“Sapessi che pubblicità ti ho fatto leggendo quel libro in metropolitana! Grandi complimenti!”
(Daniela, Napoli)
“Letto d'un fiato. Sono splendidi. datti da fare per nuova produzione. Un abbraccio.
(Sabrina, Milano)
(Giuseppe, Milano)
“Ho apprezzato molto il tuo lavoro. Devo dire la verità, anche se sono singole storie e può sembrare strano, ho iniziato ad essere maggiormente coinvolta nella lettura da metà libro in poi come se la seconda metà fosse più fluida e concatenata. Probabilmente è stato l’approccio ed il meccanismo è scattato dopo, non so.
Comunque complimenti e continua …”
(Claudia, Roma)
(Mariella, Milano)
(Maria Assunta, Napoli)
Sono lieto della coincidenza che mi fatto incontrare la tua scrittura, per cui continuerò a seguirti senza meno.Un caro saluto.”
(Filippo, Palermo)
La formula dei racconti brevi sicuramente aiuta a rendere un'opera piu' gradevole, ma, dal momento che hai il dono di una prosa cosi' godibile e fluida forse (ma te l'avranno gia' detto in tanti) dovresti cimentarti su un tema piu' lungo. Magari un romanzo dai toni fantasiosi (ma e' un mio parere strettamente personale) del "Cambio turno" o de "Il pomeriggio dell'elettricista" o, ancora, come "L'aquila e il pollo" oppure piu' biografici e realistici come "Altri tempi" o "Il testamento del manager". Mi immagino una detective story con un protagonista accanito fumatore (anche in tempi come i nostri) e amante delle donne dalle lunghe gambe!
Per il momento, comunque, tanti complimenti ed alla prossima pubblicazione.”
(Alessandro, Roma)
E’ sicuramente insolito cioè non noioso e profondo, quello che colpisce è l’improvviso, e quello che rimane, cioè è come se lasciassi come un’eco che continua ad essere presente nel pensiero, che continua a germinare.”
(Emanuela, Roma)
(Daniela, Brescia)

(Antonella, Modena)
Mi viene da chiederti questo dopo aver letto il libro !
Scusa se ti rispondo un po’ in ritardo, ma stavo leggendo un altro libro che andava ultimato.
Tutto sommato mi è piaciuto. Anche se certi racconti possono sembrare superficiali nel loro breve surrealismo : questo il mio parere. Quello che mi è piaciuto di più, forse perché positivo, è il racconto dell’elettricista che ultima il lavoro nella casa sbagliata .
E l’ultimo, che fa meditare sull’era tecnologica in cui viviamo.”
(Lucia, Milano)
I tuoi racconti "bonsai" mi hanno fatto venire in mente diversi scrittori ed alcuni pensieri.
Il primo dei miei pensieri mi ha portato ad Hemingway, ai suoi 49 racconti e alla sua teoria dell'iceberg. Hemingway sosteneva che ciò che si deve raccontare in un racconto deve essere solo la punta dell'iceberg, perchè tutto quello che non emerge in superficie deve essere lasciato all'immaginazione del lettore. Così il lettore continua a rileggersi il racconto anche dopo aver chiuso il libro."Rumore di Fondo" credo che sia perfetto, rispetto a questo punto di vista.
Poi ho pensato a Philip Dick e alla sua cifra un po' apocalittica e rassegnata che aveva nel raccontare un'unamintà del futuro, sempre meno umana. "Codice Rosso" e
"Il Gioco" mi sono piaciuti un sacco.
Infine, grazie al tuo libro, mi è ritornato in mente un autore a me carissimo, che ho iniziato a leggere ai tempi della scuola media grazie alla lungimiranza del mio professore di italiano, Edgar Lee Master con "L'antologia di Spoon River". Se non posso vivere senza leggere lo devo a quel professore, che girava sempre con questo libro nella sua borsa e che ce lo leggeva in continuazione. Poesia dopo poesia. "Piccoli Rancori" ricorda molto questo autore. Ancora complimenti!”
(Francesco, Bari)
(Enrico, Milano)
(Maria Angela, Torino)
(Luca, Milano)
(Paola e Filippo, Olgiate Molgora)
E' scritto in maniera discorsiva e gradevole, veloce nell'epilogo, coivolgente; rapidi schetch di vita, quasi frammenti come il tempo in cui viviamo, dove il lato oscuro di noi, a volte affiora inaspettato, l'imprevisto poi capovolge il nostro essere, piccole grandi rivoluzioni dei sentimenti che spesso viviamo nell'intimità di noi stessi.
Fuori: la disattenzione bonaria dei molti che corrono dietro al tempo annebbiati dalla quotidianità che appanna le relazioni e svuota anche le nostre piccole vite.
Il messaggio è che l'umanità resta nel sentire, sempre forte e viva. “
(Maria Angela, Milano)
Devo farti i complimenti. Ho letto il tuo libro tutto d'un fiato. Di solito sono diffidente sui nuovi autori ma si vede che tu non sei uno improvvisato. Sintetico ma efficace, hai creato dei quadretti deliziosi. Mi ricordano un po' "Palomar" di Calvino, li ho molto apprezzati. Sappi che non sono una prodiga di elogi solitamente!”
(Alessandra, da Anobii, Roma)
E' il primo lavoro dell'autore, non è perfetto, ma c'è coraggio e il voto alla fiducia è positivo.
Qualche precisazione: 1) il racconto che ho preferito è L'aquila e il pollo, mi ha lasciato sensazioni più vivide; 2) confermo che in alcuni racconti la tua scrittura si avvicina molto a quella di Carver, per atmosfera o per i risvolti delle storie...; 3) in altri racconti (compiuta giacenza, codice rosso e il gioco su tutti) ho letto una specie di sospensione (non so definire bene questo concetto) che rimanda un pò allo stile di Bradbury (che non so se hai letto e ti consiglio); 4) non mancano parti meno riuscite, ma nel complesso l'esito è positivo...a dire il vero ritengo questa raccolta un pò una promessa, sta a te mantenerla con qualcosa di più lungo e articolato (ho letto da qualche parte, forse sul tuo blog, che ci stai già provando)...quindi buon lavoro e in bocca al lupo.”
(Gianpiero, da Anobii, Roma)
(Cristina, da Anobii, Rieti)
PICCOLI RANCORI è il sesto racconto della mia raccolta, "Rumori di Fondo", pubblicata da L'Autore Libri Firenze.
Sono 27 racconti brevi, urbani, veloci, adatti a chi legge in viaggio, sul treno, in aereo. E a chi non vuole rinunciare a pensare e a scoprire sè stesso.
Chi fosse interessato la trova qui, oppure qui, ma non qui, perchè BOL ha deciso che il mio libro è probabilmente fuori catalogo ( vedi qui), oppure la può ordinare direttamente dall'editore (se non si vuole usare la carta di credito....poi non vi fa pagare le spese di spedizione!).
In questo blog ho già commentato altri cinque racconti (Altri tempi, L'amore difficile, Il pomeriggio dell'elettricista, Comune di residenza, Vite complicate)
COMMENTO A "PICCOLI RANCORI"
Il più delle volte scrivo in maniera illogica, o disordinata.
Mi viene in mente una frase, o un abbozzo di storia, ma può capitare che lì per lì non mi sembra che mi porti da nessuna parte. E’ un frammento, per il quale immagino qualcosa che non riesco
a proseguire.
Allora lo lascio lì, dopo aver scritto e salvato. Mi sono accorto che spesso funziona, nel senso che, prima o poi, mi viene in mente qualcosa d’altro che potrebbe legarsi.
Dico potrebbe, perché non è automatico.
In questo racconto mi è successo di scrivere la vicenda principale, quella dei due amici ormai anziani che si trovano sulla panchina del parco e che scoprono di avere amato, benché in modi assolutamente diversi, la stessa ragazza dei tempi giovanili.
La faccenda degenera fino all’epilogo tragico, passionale.
Ma quando lo ho scritto sentivo che mancava qualcosa. Una metrica di quell’amore, qualcosa che facesse capire quanto era profondo e quindi aiutasse a comprendere il perché si arriva alla tragedia.
Allora ho lasciato il racconto, che di per sé poteva essere considerato compiuto, a decantare, ed ho passato mesi ad occuparmi. Prima o poi mi sarebbe venuto in mente, inconsapevolmente, qualche riga che parlasse d’amore.
E quando mi è venuta, la ho scritta senza pensare ad altro, ho cercato di perfezionarla e renderla credibile.
Solo dopo mi sono reso conto che la descrizione di quell’amore era adatta ad uno dei due protagonisti di questo racconto. E così è andata.